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martedì 18 maggio 2010

Falso di carbonara (con cipolla)



Questo piatto prima nasce e poi prende il nome. L'artefice è la mia consorte, ma vale la pena di raccontarne un po' la storia:

Di ritorno dalla Pasqua a Varna (Bz) con un buon carico di speck, abbiamo deciso di non utilizzare l'autostrada per tornare a Milano, ma di percorrere le statali per godere del panorama e poter fare delle soste; non vi dico che faticaccia, ma che piacere. Così ci siamo fermati in un negozietto delizioso nel chissadove a comprare mele e pù in la, a fare inversione a U per andare ad un chiosco dove vendevano gli asparagi di bassano colti la mattina stessa.

Tornati a casa li abbiamo mangiati in tre volte. Complice la confezione aperta dello speck, mia moglie ha cotto gli asparagi ed ha unito le due cose. Quando ho assaggiato pareva il sapore della carbonara!

A distanza di qualche tempo sono andato quindi a comprare gli asparagi e...

500g. di asparagi bianchi di bassano (un mazzetto)
200g. di penne lisce, o la pasta che più vi aggrada.
150g. di speck tagliato a pezzetti.
1/2 cipolla di tropea.
un cucchiaio di olio, sale, pepe a go-go.
pecorino romano grattuggiato.

Laviamo e puliamo gli asparagi tagliando gli ultimi cinque centimetri e pelandoli con il pelapatate, facciamoli bollire fino a che siano morbidi e poi frulliamo a immersione per ottenere una cremina morbida, saliamo quanto basta.

Mettiamo la pasta a bollire in acqua salata; nel frattempo, in una padella facciamo appassire la cipolla tagliata fine con un cucchiaio d'olio (certo se non vi va la cipolla, passate oltre, io sarò eretico, ma sono per l'evoluzione della carbonara verso la cipolla, eppoi questa non è carbonara, è un falso)

Inseriamo lo speck e facciamolo colorare un pochino, non troppo, deve rimanere morbido dentro; aggiungiamo la crema di asparagi e la pasta, facciamo salatare bene, pepe, pepe e ancora pepe, una spolverata di pecorino romano e possiamo andare a mangiare... senza dimenticare un ultima spolverata di pepe.

Ciao nè.




lunedì 26 gennaio 2009

Pasta semi-risottata con le lenticchie

Se c'è una cosa che amo, è proprio la pasta con le lenticchie. Una sensazione particolare, figlia di nuovi tempi in cui riesco ad apprezzare cose poco grasse, verdure, prima di tutto. Qui in una versione personalizzata secondo i gusti che avevo ieri sera, senza pesi e senza misure, alla buona.

Ingredienti:
Lenticchie (ho usato quelle rosse, perchè me le hanno regalate a Natale, ma potete usare quelle che vi piacciono, basta metterle a bagno qualche ora per evitare tempi troppo lunghi di cottura)
Pasta, ditalini (quantità secondo quanto vi piace, che sia più voluminosa delle lenticchie, o meno, Io ne ho usata un paio di manciate a testa).
uno scalogno,
5-6 cm. di porro tritato,
mezza carota grattuggiata finemente,
uno spicchio d'aglio,
salvia e rosmarino tritati,
un cucchiaio di curry,
brodo vegetale,
olio extra vergine di oliva, pepe, sale.

In una pentola antiaderente, mettiamo lo scalogno, il porro e la carota, tritati, ad appassire con un cucchiaio d'olio e l'aglio in camicia. Fiamma bassissima; non importa quanto ci vuole, fatelo Slow.
inseriamo quindi il curry e le erbe tritate, facciamo tostare qualche secondo, dopodichè, mettiamo le lenticchie, quindi parte del brodo. Portiamole a cottura fino a che siano morbide. (niente sale per ora) a questo punto, quando le lenticchie saranno quasi pronte, inseriamo la pasta (deve esserci tanto brodo quanto basta per coprire il tutto). Cuocendo la pasta assorbirà il liquido insaporendosi e asciugando il tutto. Aggiungiamo man mano brodo bollente e mescoliamo, fino a che la pasta non sarà morbida. Quindi possiamo servirla con una macinata di pepe e un filo d'olio d'oliva e rosmarino o salvia per guarnizione.

Il curry dona a questa pasta un sapore particolare, non invadente, ma profumato.
Se la lasciate riposare, la pasta assorbirà tutto il liquido (senza rovinarsi) rendendo tutto più denso. Quindi, se volete consumarla riscaldata (quando forse da il meglio di sè) Aggiungete un po' di acqua o brodo. Ciau!