Visualizzazione post con etichetta pepe. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pepe. Mostra tutti i post

domenica 7 luglio 2013

Tortilla di zucchine, patate e caprino



Complice il fatto che ho cotto delle patate il giorno prima,
complice il fatto che lo avevo fatto anche con le zucchine che stavano andando,
e complice un caprino avanzato e qualche pomodorino che anche lui tirava gli ultimi,
più il fondo di un vasetto con qualche oliva taggiasca denocciolata... e un par d'uova, è
saltata fuori una tortilla niente male. Quindi perché non proporvela?

Cosa serve...
3 uova
4 patate medio grandi cotte al vapore e tagliate a fettine o cubetti,
un paio di cucchiai di olive taggiasche denocciolate sott'olio,
una manciata di pomodorino tagliati in 4,
5-6 zucchine affettate fini e stufate,
un cipollotto affettato fine,
un caprino intero,
sale, pepe, olio.
 
Come prima cosa, accendiamo il forno a 180°
 
In una padella facciamo appassire il cipollotto tagliato fine, mondato e lavato.
In una ciotola capiente andiamo a mettere tutti gli ingedienti, tranne uova e caprino che sbattiamo per bene da parte e inseriamo nel composto amalgamando bene e mettendo il tutto in una "tortiera" coperta con carta da forno.
 
Livelliamo bene il composto facendo bene attenzione che i vari ingredienti coprano bene gli spazi e, quando il forno è in temperatura andiamo ad inserire il nostro preparato per circa 40 minuti o almeno fino a che il tutto non prende un bel effetto dorato.
 
Tiriamo fuori il tutto e lasciamo riposare un attimo, per servire tiepida magari, di antipasto, come finger tagliato a cubotti o cubetti, o come piatto unico da mangiare a tocchi sul divano con una Cerveza in mano.  
 
Alla prossima ricetta!
F.
 
 
 

martedì 14 maggio 2013

Maionese di carote

Post numero 100!!! Festa grande!! Ho visto che su qualche blog si è festeggiato un numero più grande, ma io non scrivo così tanti post, non mi piace pubblicare qualsiasi cosa mi passa per le padelle.
Questa Preparazione è proprio una cosa particolare, quindi cominciamo a parlare di maionesi:
La classica la conoscete, uova, olio, limone... grassi a go-go, colesterolo, metteteci tutto, però è proprio buona, ci si fa di tutto, si, ricette anni 80, ma mi trovo ancora oggi a farle e rifarle perchè me le chiedono e che voi fa... si fa... sono le canzoni a richiesta e bisogna suonarle.
 
Vegan e maionese, per me non erano due cose che andavano d'accordo, ed ho anche provato la maionese di soia. A mia moglie piace, anche se non ci impazzisce, a me no, non mi sembra proprio il caso.
 
Tempo fa, su Gennarino.org, si parlava di maionese fatta con altre cose, uova di pesce, quella di arance di Teresa, altre... devo dire che, a parte quella di pesce, non le consideravo granchè, però il concetto mi ha aperto la mente e pochi giorni fa ho provato un composto fatto con le carote che mi è piaciuto molto e quindi i due concetti si sono incontrati. Ho cercato ed ho trovato molti altri che ne hanno pubblicata una e quindi allora, anche io oggi vi do la mia:


Com'è?
E' fantastica, niente a che fare con soia&co. Se fate grigliate di carne, vista la primavera che è arrivata (Etchùu !!) ci sta benissimo, io oramai non la mangio più, per ora ancora il pesce.
E' più facile se la fate e la assaggiate, perchè, lo ammetto, pensare alle carote in questo senso, pur conoscendono il gusto, non da proprio un senso di bontà netto, è assaggiandola che si scopre una salsa che davvero ha tantissimo da dire; una delle migliori che abbia fatto.
E poi, e poi, è vegan! e poi, ancora, grassi animali a parte, è molto magra, perchè ci si mette proprio poco olio.
Con che si fa?
  1. Un paio di carote medie (per non farne troppa)
  2. Un cucchiaio di olio extravergine, o più, se vi piace un po' più condita aggiungete.
  3. Un pezzetto di aglio se vi piace, un dente piccolo,
  4. Un cucchiaino di salsa di senape (se piace)
  5. Il succo di mezzo limone,
  6. un cucchiaio di aceto di mele.
  7. sale fino,
  8. una macinata di pepe (se piace)
 
Opzionali:
Erbe tagliate fini,
o..un trito di capperi, olive, erba cipollina... (tipo tartara)
Se vi piace la tonnata, del tonno sott'olio.
 
Come si fa:
Si pelano le carote e le si mette a cuocere al vapore, più "maionese" volete, e più carote mettete su.
Una volta cotte, magari non molli, tagliamole a pezzetti e mettiamole nel contenitore del frullatore ad immersione (che io oramai ho perso da tempo...) assieme a tutti gli altri ingredienti ed azioniamo emulsionando il tutto fino ad ottenere una bella crema omogenea. regoliamo di sale e dimentichiamo in frigo fino al momento del servizio. E' buonina anche calda, ma fredda è un altro pianeta! Provatela!
 
Note:
Se poi.... avete fatto del brodo vegetale e state guardando le carote bollite, potete pure provarci.
Buona settimana a tutti! E fatela che è proprio semplice e buona. Ciao!

P.S:
Da oggi, bè da un mesetto a dire il vero, c'è anche la pagina facebook di nonsparatealcuoco:
https://www.facebook.com/Nonsparatealcuoco
Cliccare Mi piace!, certo, se vi piace, se non vi piace... :-)

mercoledì 3 aprile 2013

Vellutata di topinambur e cipollotto

Oggi un piatto molto semplice, ma buono e che fa bene, che, almeno il mio fegato, ne ha bisogno.
Leggendo tra le varie cose che fanno bene al fegato, ho trovato i topinambur, si, quei bitorzoli che vendono in cestelli, violetti e striati, un poco difficili da pelare per via appunto dei bitorzoli, ma si fa.
Se non li avete mai provati il loro sapore ricorda da molto vicino il carciofo, possono essere mangiati anche crudi; ma a me così non piacciono, o, secondo la mia "kitchen Philosophy" non ho ancora trovato il modo di cucinarli nel modo nel quale possano piacermi.

 
Una confezione di topinambur,
3-4 cipollotti
sale, pepe, olio extravergine,
un paio di fette di pancarrè.
Uno spicchio d'aglio.
 
Se volete, potete tagliare la parte bianca e la parte verde chiaro del cipollotto e farla soffriggere con un cucchiaio d'olio; Avrete certo una vellutata più saporita, ma meno sana. E' per questo che ho preso il cipollotto e l'ho messo così in un pentolino, tenendo da parte la parte verde che baderete di acquistare bella fresca per utilizzarla a crudo alla fine.
 
Con l'aiuto di un coltello peliamo i topinambur togliendoli prima i peggiori bitorzoli, poi pelandoli con il pelapatate. infine prenderemo le escrescenze e andremo a ricavarne tutto il possibile.
tagliamo tutto a dadini, sciacquiamo e inseriamo assieme al cipollotto, copriamo di acqua a filo e portiamo a bollore facendo cuocere fino a che il topinambur sia morbido; allora andremo a frullare il tutto con il frullatore ad immersione. un filo d'olio, una manciata di prezzemolo se piace.
Tenete in caldo e preparate il pane.
 
Un filo d'olio in una padella antiaderente e le fette di pane a cubetti con uno spicchio d'aglio schiacciato fino a che non siano dorate e croccanti.
 
Mettete la crema nelle zuppierine e cospargetela con i cubetti di pane, la parte verde dei cipollotti tagliata fine e messa magari a bagno con acqua e ghiaccio o solo acqua molto fredda.
pepe e un filo d'olio. Vi piace?
 
Potete anche aggiungere un ciuffo di germogli, magari di crescione ci starebbero benone.
Alla prossima ricetta, ciao!

martedì 22 maggio 2012

Crema di zucca, porro, pane al pomodoro secco e cerfoglio

Oggi, forse scrivo per distrarmi; Sta per iniziare un pessimo periodo, ma lo prendiamo come viene, piangere e battere i pugni non servirà a granchè, servirà come sempre rimboccarsi le maniche. Se è vero che sono un buon lavoratore e, una persona intelligente (lo so, dicendolo corro il rischio di imbrodarmi) troverò la forza di affrontare questa tempesta e ritrovarmi inpiedi. Anche se, una parte di me, quella più realista, forse un po' pessimista ma non troppo, sa che sarà comunque un disastro. In guerra non ci sono vincitori, ma solo gradi di sconfitte.

Quindi, che si fa per cena? Tempi bui, si apre il freezer e si raschia il fondo, si prende l'ultimo pezzo di zucca congelata, il porro congelato, del pane secco...


Ingredienti:
Mezza zucca mantovana a pezzetti,
un porro, ( se ne trovate uno con le radici friggetele e mettetele sopra ssta zuppa!)
qualche ciuffo di cerfoglio,
50g. di pane raffermo,
un paio di pomodori secchi sott'olio,
qualche cappero,
poco origano (ma anche no, ma anche erbe di provenza o altro)
pepe come se piovesse,
una manciata di pastina (fa freddo...)
Olio eXtravergine di oliva, sale. Fiori edibili (eh, colorano, son bellissimi)
non ci starebbero male delle nocciole tostate intere.

Pigliate la zucca pulita e cuocetela a vapore,
Pigliate poi il porro, tagliatelo a metà e a fettine, lavatelo (che dentro è pieno di terra) e poi fatelo appassire con un filo d'olio. quando si asciuga, un mestolino di acqua presa sotto la zucca che cuoce!
(nella quale non ci starebbe male uno spicchio d'aglio da togliere dopo, se vi garba)
mentre tutto scorre, andate sul terrazzo a prendere un poco di cerfoglio e lavatelo.
In una padella antiaderente, o di ceramica, fate andare il pane a precedentemente passato al mixer con pomodoro secco e capperi. tostatelo bene e tenettelo da parte. Meglio se rimane un po' grossolano.

Quando la zucca è morbida e il porro ben appassito, in una pentola che conterrà il piatto finito, andremo a mettere la zucca cotta, il porro ben appassito, sale, un filo d'olio, pepe, e un poco di acqua di cottura. Frulliamo con l'affare a immersione e aggiungiamo se serve acqua quanto basta ad ottenere un prodotto fluido. Rimettiamo sul fuoco e inseriamo la pastina, mescolando fino a cottura di quest'ultima.

Impiattiamo la crema con una spolverata di pepe, una spolverata di pane al pomodoro secco, ciuffi di cerfoglio, fiori edibili e se vi piace, una parte croccante interessante, potrebbe essere rappresentata da delle nocciole tostate.

Il pane tostato al pomodoro secco sott'olio, messo sulla crema di zucca, crema un effetto crème brulèe molto piacevole e in bocca crea una piccola esplosione di sapidità.

Spero vi piaccia, è una cosa proprio semplice, più facile da fare che da spiegare.
Io, prossimamente avrei proprio voglia di cucinare dei baccelli di piselli ma anche di fave... chissà...
ciao a tutti!

F.

mercoledì 9 maggio 2012

Patè Vegan #2 Cicerchie alla curcuma, cerfoglio e... Umbria

Ciao, vi sono mancato? Penso di no, non avete toccato neanche un canederlo! E dire che erano così buoni... E invece ho visto che il patè di fave e wasabi e piaciuto. Allora andiamo di patè?
andiamo...

Per il ponte del 25 aprile sono stato in Umbria, per la prima volta; Lo so, pioveva parecchio, ma fortuna vuole che siamo riusciti sempre a trovare bagnato per terra ma non per aria! L'ombrello è rimasto quasi inutilizzato.
La nostra meta, per l'hotel, è stata Colfiorito, Piccolo paese che pare quasi disabitato, ma siamo in una regione colma di borghi medioevali e di paesini così, ce ne sono tanti. Attorno tutti campi e montagne, anche una palude con osservatorio della Lipu. Ma dalla macchina abbiamo visto comunque qualche airone cenerino... poi in giro anche un bel paio di Scoiattoli, cavalli...
Abbiamo scelto di soggiornare al Relais Forti, unica costruzione moderna, dato che l'hotel è stato ristrutturato nel 2010. L'hotel ha anche un ristorante che si chiama "Sapori" dove, vi consiglio caldamente di andare a mangiare. Menù abbastanza trandizionale, cucina molto ben fatta, davvero, tecnica eccellente. davvero passateci, è il posto dove ho mangiato meglio e se pensate che era nell'hotel nel quale soggiornavo è buffo, particolare! A volte facciamo chilometri per cercare bei posti, quando li abbiamo proprio sotto i piedi!

Comunque Assisi, Perugia, Spello, Orvieto, Norcia, Spoleto... posti meravigliosi, ma quello più bello di tutti, dove ho lasciato un pezzo della mia anima, è la piana di castelluccio... un posto incredibile nel parco dei monti sibillini. Sembra di stare su un altro pianeta... andateci!


Allora, che c'entra questa ricetta con l'umbria? Le cicerchie! Un bel legume tipico del quale vi consiglio di andarvi a leggere cosa dice Wikipedia. Ne ho comprato un sacchettino da "CasAntonini1976"
a Foligno. Se siete di Roma ci sono alcuni negozi che vendono i loro prodotti, altrimenti... http://www.casantonini1976.it/
Coltivano e vendono dei prodotti Biologici ottimi.

Passiamo alla ricetta, molto semplice, ma abbastanza lunga nella preparazione del legume.

cosa serve?
una manciata di cicerchie
olio extra vergine (magari umbro, ma basta che sia buono e robusto)
pepe, sale,
qualche foglia di cerfoglio, o in alternativa coriandolo... al limite altro, magari rosmarino.
qualche fetta di pane abbrustolita,
un cucchiaino di curcuma,
uno spicchietto di aglio fresco (non quello secco in trecce, mi raccomando, se no niente!)


Ammolate le cicerchie in acqua fredda per una decina di ore, magari cambiando un paio di volte l'acqua. Quando dovete prepararle, buttate assolutamente l'acqua di ammollo, sciacquatele molto bene e mettetele in pentola con abbontante acqua e fatele cuocere fino a che siano morbide.
Se volete essere pignoli, una volta scolate, togliete le bucce premendo ogni chicco tra pollice e indice, facendo scivolare fuori la parte interna.
Mettete da parte qualche cicerchia intera e mettete il resto nel contenitore del frullatore a immersione. olio a volontà, pepe tanto, sale, e la curcuma sciolta in poca acqua calda o brodo.
frullate fino ad ottenere una bella crema della consistenza che più vi piace aiutandovi  con della restante acqua calda.

Spalmate la crema ottenuta sul pane abbrustolito strofinato con aglio fresco, non troppo, giusto il profumo. L'aglio fresco è fortemente differente da quello "secco" più profumato, meno fastidioso e forte, ma da usare comunque con parsimonia. 

Non è finita, un filo d'olio e qualche pezzetto di cerfoglio o quello che avete scelto.

Io il cerfoglio non lo trovo da nessuna parte, così me lo sono seminato in una vaschetta... a mali estremi... se non lo avete mai assaggiato, è simile al prezzemolo, al coriandolo, ma più piccantino forse, dal profumo meno spiccato del prezzemolo ma dal sapore migliore, comunque ad ogni erba il giusto uso, il prezzemolo va su altre cose e il coriandolo su altre ancora...


Spero che questo patè vi piaccia; come vi ho detto ne arriveranno molti altri... in fondo ho ancora la risina di spello, la roveja, le lenticchie.... Intanto, vi lascio con qualche immagine dell'Umbria, che merita....



Per ora stop, Magari un dì più in là, avrò tempo di creare una sezione apposta con tutte le foto.
Spero vi piacciano, a presto!

venerdì 20 aprile 2012

Canederli di asparagi

Buona giornata ai miei cari 72 preziosi Followers, ma anche a chi passa per caso di qui. Nei pressi del laghetto di Varna, vicino ed in provincia di Bressanone, C'è un piccolo campeggio che, se non sapete dov'è, è un po' difficile trovare per caso. Accanto al campeggio c'è il ristorante di chi lo gestisce, la signora Piok, che vi accoglierà con la sua calda risata facendovi sentire a casa in una saletta fatta di legno dal pavimento al soffitto. Pochi tavoli, quattro!, (ma c'è anche fuori).
Di questo periodo fa dei tortelli agli asparagi che sono la fine del mondo e, mi rammarico quest'anno di non essere riuscito a fare il mio solito pellegrinaggio per assaggiarli, per poi digerirli con una bella passeggiata sul laghetto che è li accanto.
Ringrazio ogni volta mia moglie per avermi fatto conoscere un posto così bello, che lei stessa conobbe quasi venti anni fa.
Anche se non si va in questo periodo, li, troverete molti classici fatti a dovere, tra i quali i canederli.



Fino a pochi anni fa, mai avrei pensato di apprezzare questi splendidi "gnocchi di pane" come oggi, e la prima volta, penso di averli mangiati proprio qui. Bè, forse avrete gi capito che ancora detengono il primato dei più buoni nel mio palato/cuore.

Ci sono tanti posti dove ne ho assaggiati, ma mai così, il sapore, ma sopratutto la consistenza di quel morbido che si scioglie in bocca. Dovevo prima o poi provare a farli, ma è difficile scindere le ricette per questo tipo di risultato. Così, oggi, dopo averne lette di ogni, ho deciso di provarci io, mettendo a punto prima la formula della ricetta semplificata:

si ammorbidisce il pane con acqua/latte, si aggiunge ingrediente e uova, si asciuga con parmigiano, pane, farina. 3 semplici fasi. Poi facendolo ho pesato il tutto. In questo modo potevo concentrarmi meglio sul risultato e sugli ingredienti piuttosto che tenere la testa sopra un libro/foglio.

Dunque, questa ricetta è il risultato di tutto ciò, e spero che l'apprezziate e che la proviate.
Il risultato sono dei canederli morbidi che si sciolgono in bocca;

x 10 canederli grandi come mezza palla da tennis o il pugno della mano di un bambino di qualche mese (non ho trovato una similitudine migliore )

160g. di pane a casseta tagliato a cubettini e privato della crosta (quello che ho usato era piuttosto asciutto)
300g. di asparagi puliti crudi (200g. cotti, lessati tolto un asparago per assaggio)
35g. di parmigiano grattuggiato,
68g. di acqua di cottura degli asparagi (un mestolo, ma l'ho pesato per voi, la quantità dipende dal pane che usate, serve ad ammorbidirlo, non a annaquarlo)
2 uova,
20g. di pangrattato
20g. di farina 00
1 spicchio d'aglio sbucciato,
pepe, noce moscata, poco sale,

+farina per passarci i canederli formati,
+burro, parmigiano e noce moscata per al cottura finale.

In un ampia padella, riempita per 3/4 di acqua ( dove alla fine salteremo i canederli) facciamo bollire gli asparagi con un cucchiaio di sale grossoe l'aglio, fino a che saranno morbidi, non croccanti. Intanto, se non l'avete già fatto, pulite il pane e tagliatelo.
Quando gli asparagi saranno pronti, tirateli fuori e metteteli sul tagliere. L'acqua invece, versatela in una pentola dove poi, andremo a bollire i canederli, aggiungendo tanta acqua quanta ne serve.

tagliate gli asparagi a tocchettini di mezzo cm. circa.
prendete un mestolo di acqua di cottura degli asparagi e versatelo sul pane, amalgamando bene con le mani fino a che avremo ben inumidito il tutto; attenzione appunto a non esagerare, anche gli asparagi sono umidi. Inseriteli, assieme al pepe, noce moscata e metà dell'aglio cotto tagliato pezzettini.
mescolate bene, aggiungete le due uova battute, e finite incorporando parmigiano, pangrattato e farina, che asciugheranno il composto rendendolo lavorabile.
assaggiamo se va bene di sale&co.

A questo punto, formiamo i canederli, magari aiutandoci con un cucchiaio preleviamo il composto e facciamone una palla con le mani che andremo a passare nella farina rimasta, prima della bollitura; anzi, accendiamo l'acqua asparagiata con l'aggiuntina.

Quando avrete finito di formare i canederli, lavatevi le mani! e pulite un po' la cucina, ne ha bisogno.

Quando l'acqua bolle, tuffatevi i canederli che dovranno cuocere per 10 minuti.

Infine, sciogliamo il burro con una foglia di salvia e una grattuggiata di noce moscata nella padella e aggiungiamo la metà avanzata dell'aglio se piace, se no, via.
quando i canederli saranno cotti, mettiamoli nel piatto e irroriamoli con il burro e spolveriamoli di parmigiano.
Bè ora, dovete mangiarli... ciao! ci si vede in Umbria!

martedì 10 aprile 2012

Crema d'asparagi rosa di mezzago



Buona sera a tutti, è tempo d'asparagi, ve ne siete accorti? Io si, anche se pare che i negozianti non ancora tanto, i prezzi stanno ancora alle stelle, ma gli asparagi stanno diventando più belli.

Quest'anno ho conosciuto un asparago che da appunto il nome alla ricetta. Il nome è l'aspetto è stupendo, ma devo dire la verità... quelli bianchi presi ad Egna, erano un altra cosa...

E' difficile trovare una ricetta che rispetti così bene un asparago dal sapore delicato che non sia al vapore con un filo d'olio, ma in ricordo di una crema d'asparagi stupenda, mangiata l'anno scorso In Sudtirol (era l'anno scorso? o due anni fa?... mah...dovrò rimangiarla...), ho fatto questa cremina calda, dato che...pare di essere tornati indietro, in Inverno, vero? ...da qualche parte nevica pure! Tempo matto... Devo riprendere la dieta! Si, non c'entra col tempo, ma lo devo fare lo stesso...
Intanto, crema....

Ingredienti:
1 mazzetto di asparagi rosa di mezzago, o bianchi normali.
1 porro piccolo,
750ml metà latte, metà acqua.
olio, sale, pepe, noce moscata.
a piacere mezzo bicchiere di vino bianco se vi garba.
una manciata di parmigiano grattuggiato.
qualche fetta di prosciutto crudo.
Tagliamo, affettiamo e laviamo il porro. Soffriggendolo poi con un cucchiaio o due di olio o burro.
quando il porro è morbido sfumiamo con il vino bianco. Se vi garba tanto, non fatelo evaporare tutto, altrimenti fatelo, e, se proprio non vi interessa, non mettetelo.

A questo punto mettiamo gli asparagi pelati, puliti e tagliati a tocchettini, tenendo da parte le punte.
mettiamo il mix di latte e acqua e proseguiamo la cottura per una mezzoretta o  fino a quando gli asparagi saranno pronti. frulliamo con il frullatore ad immersione. Aggiungiamo un po' di noce moscata e pepe e mettiamo infine le punte.
Mentre le punte stanno cuocendo, in una padella antiaderente, mettiamo le fette di prosciutto crudo tagliate a filettini a fuoco vivace fino a che diverranno croccanti (occhio a non bruciarle, altrimenti divengono salaticchie... piuttosto, metteteci dei bei crostini a saltare in padella se non siete convinti)

Tornate alla crema e inserite il parmigiano, spegnate, girate e servite con il prosciutto sopra o i crostini, delle scaglie di parmigiano, se avete tenuto da parte qualche puntina di asparagi...

Se la fate, passate a dirmi com'è, altrimenti, che scrivo a fare? il tonno non l'avete nemmeno toccato, vorrà dire che vi faccio il pescespada la prossima volta. ciao!



Carino l'asparago rosa?

giovedì 26 gennaio 2012

Insalata di Finocchi con salmone affumicato




Oggi, dovevo fare un sacco di cose. Tra le altre, pulire dieci carciofi (non cinquemila!) e cucinarli. Ma complice il freddo e un po' di stanchezza, quello che sono riuscito a fare è mettere su lo yogurt (eh si, dato che la yogurtiera ce l'ho, l'ho voluta, dovrò pur usarla!) rimettere in uno stato accettabile la cucina, e cucinare per me a pranzo. (la moglie ha già la schishèta pronta da ieri e mangia al lavoro)
Cosa cucinare? Bene, apriamo il frigo e troviamo tutto il lavoro di ieri mattina. Eh si, perchè i miei suoceri mi hanno regalato una quantità industriale di verdura, e ieri mattina l'ho passata a pulirla e cucinarla, senza lamentarmi perchè con i tempi che corrono, qualcuno che ti regala verdura è un santo.
In più già ne avevo comprata io. 3 bei finocchi, tagliati a fettine sottili sottili e messi in un contenitore di plastica a chiusura ermetica pronti all'uso. Niente di più comodo.
Mezza busta di salmone affumicato. 1+1= Inslata (e chi è Einstein?)





Per pubblicare la ricetta di un insalata di finocchi, questo non è sufficiente però, bisogna spiegare il perchè e il percome.
Cosa rende questa insalata particolare per me?
A me, i finocchi, non sono mai piaciuti e me li sono fatti andare bene al vapore e coperti di formaggio una volta ogni tanto; diciamocelo, non è che siano il massimo della vita come sapore; ma il cervello di uno che magia, vive e respira cucina, ci lavora lo stesso, anzi, le privazioni, diventano uno stimolo.
il risultato, per me, è stato in una parola, un ingrediente solo, buono e comune, ma non tanto quanto si pensa: Limone. il limone, con il finocchio tagliato sottilmente (anzi, sottilmentissimo!) sta "DaDDio!)
L'aceto, non è la stessa cosa, nemmeno quello balsamico.
Ma però, c'è un però. Ho detto, che il limone è comune si, ma non così comune quanto si pensa.
Se abitate al Sud, forse voi avete la possibilità di trovare gran bei limoni profumati. Ma qui, non è così facile. Se prendi "il limone" ti trovi un affarino liscio, giallo dal succo acido e per niente profumato, che magari puo' andare bene per le pulizie come ingrediente naturale.
Anni fa, ad Amalfi (e dove sennò?) ho conosciuto i veri Limoni (grazie Raffaella!) e non serve che ve ne parli, ma difficilmente ne ho trovati simili qui, nemmeno quelli coltivati li che arrivavano.
e allora come si scelgono dei buoni limoni qui? Con il naso, si a naso! quando passate per un ortofrutta, e sentite il profumo, non l'odore, ma proprio il profumo di limone, è il momento di comprarli. Non trattati, dal dare un perchè al fatto che siano dei frutti. così potete preparare un limoncello e tenere il succo, magari per una cosa come quella che appunto oggi, vado a presentarvi:


Cosa Occorre?

1 bel Finocchio fresco non comprato al Super, ma preso almeno al mercato da un tizio che sa quello che fa, o nel vostro orto (non l'ho nemmeno io, l'orto!)
1/2 Limone di quelli sopracitati.
100g. di salmone affumicato.
Pepe in grani (si, perchè dobbiamo pestarlo prima di servire, se no', non serve a nulla, è una battaglia che combattono pepe e limone e ci vorrà la forza di tutti i loro sapori per combattere per la conquista del vostro palato, fidatevi!)
Olio extra vergine non troppo forte,
sale.
Sesamo nero e qualche fiorellino se li avete, se no, alternative!

Armatevi di pazienza, togliete la parte esterna del finocchio, che potete fare a vapore un altra volta, e prendete il cuore del finocchio e tagliatelo a metà dall'alto verso il basso. Mettete la parte tagliata a contatto col tagliere e datevi da fare per tagliare fette sottilissime fino a che il vegetale non sarà terminato.
A questo punto, gettiamolo nell'acqua gelida, o acqua e ghiaccio. Scoliamolo e asciughiamolo.
Una volta ottenuto il nostro prodotto, possiamo salarlo a piacere, oliarlo, mescolarlo e metterlo in un insalatiera. prendiamo il suddetto limone, preleviamone la scorza con un attrezzo apposta (io la microplane) e spremiamolo irrorando l'insalata con il suo splendido acido profumato e la sua parte più intensa, la scorza.. Pepe come se piovesse, fiori commestibili e sesamo. ancora un filo d'olio.
Attorno, o in altro piatto, mettiamo il salmone, magari formando delle roselline o dei crostini con patè. Il salmone contrasta bene questa insalata. Salmone e finocchio è un connubio che mi piace di più di cioccolato e pere.

Più che un vino, a questo piatto, abbinerei un pane, fatto con le patate. e buon pranzo!
Al prossimo post!


venerdì 2 gennaio 2009

Pescetti di Yogurt salato al pepe e miele di scabiosa


Qualche tempo fa ho trovato una cosa interessante, su un altro blog: Dello yogurt, che veniva salato poi messo in un telo, strizzato e lasciato sgocciolare una notte in frigo. Ho quindi preso anche io dello yogurt greco 0% di grassi ed è uscito qualcosa di molto simile ad un caprino.
Allora qualcuno dirà che potevo comprare il caprino invece di star li a strizzare uno yogurt, ma penso che sia nettamente più divertente servire una cosa che gli ospiti non sanno identificare; vuoi mettere poi quando lo yogurt lo fai da te? Potendo scegliere il latte che vuoi?
Qui niente quantità, usate questa tecnica per ottenere questo "formaggio" e poi addizzionatelo con del pepe nero pestato al momento. Alla base del pescetto ho messo una piccola quantità di miele di scabiosa. Una pianta che mi dicono rara, che cresce in basilicata, paese da cui viene mio padre, quindi una parte del mio sangue.
Il resto lo fa la fantasia con dei pezzi di carota e una fogliolina di menta, ma sarebbe anche carino preprare delle sfogliette al posto della coda, così da fornire anche un attrezzo commestibile che avrebbe un utilità e un suo scopo.